Allora, vediamo di chiarire un po’ com’e’ andata. Portate pazienza ma ci vuole un po’ di tempo….
Novembre 2008. Dopo circa 6 mesi passati praticamente come un corpo unico con la scrivania ed il monitor dello studio, a lavorare senza un attimo di respiro 7 giorni su 7 su progetti di simulazione ambientale frustranti e malpagati, con ritmi folli, mi ritrovo in queste condizioni:
- distrutto fisicamente ed emotivamente;
- con una bella ulcera gastrica data da stress;
- in piena depressione, della serie: “CHE CI FACCIO QUIIII????? FERMATE IL MONDO, VOGLIO SCENDERE!!!”
E dire che il lavoro non e’ mancato, e questo, visti i tempi che corrono, non dovrebbe essere una brutta cosa. Peccato che quello che e’ mancato e’ stato, molto semplicemente…. TUTTO IL RESTO! Niente piu’ pause, niente piu’ vita sociale, niente piu’ tempo per la famiglia.
Ma neanche piu’ tempo per rilassarsi un attimo, leggere un libro, guardare un film… guardare fuori dalla finestra! Ormai il monitor e’ il mio unico orizzonte, non so piu’ nemmeno se e’ giorno o notte. Dormo circa 4 ore per notte. Il mio peso, che ad agosto era di 86 kg, si e’ bruscamente abbassato a 77 kg, solo per lo stress. Qualcosa mi dice che, cosi’, non puo’ durare.
Gennaio 2008. I lavori sono stati consegnati. Tutti. E, improvvisamente, sembra che non ci sia PIU’ ALCUN LAVORO DA FARE. Semplicemente, nulla. Tutti scomparsi, tutti morti. Da un lato dico: beh, finalmente mi riposo un po’. Dall’altro, scatta pero’ il terrore. Che faccio ora??? Come mi guadagno da vivere??? Le cure per l’ulcera stanno procedendo, mi hanno rivoltato come un calzino con sonde di tutti i tipi, e soprattutto mi hanno detto di prendere la vita con un po’ piu’ di calma. “Non fa nessuno sport? Per rilassarsi un po’?” Sport? What’s? Quella cosa che si fa una gran fatica, e poi si suda??? Naaa.
Mi manca pero’ la montagna. A fine gennaio viene la neve, e con mia moglie pensiamo bene di fare una bella gita al Parco Nazionale Foreste Casentinesi. Una bella passeggiata con le ciaspole, nel bosco silenzioso. Alcuni km in mezzo alla natura. Come era tanto tempo che non facevo.

Nella foresta di Campigna - gennaio 2008
In effetti, mi dico, non e’ bello solo per i paesaggi che vedi, per il fatto di startene da solo, prenderti una pausa e riflettere un po’, avere il tempo di guardare nel mirino della reflex e fare qualche bella foto.

Foresta di Campigna - gennaio 2008
E’ anche piacevole, e’ tonificante, fare un po’ di fatica fisica. Sudi ma poi stai meglio… E’ come se il mio corpo, che ho bistrattato per mesi e mesi di fronte a uno stramaledetto computer, d’improvviso si risvegliasse, e mi facesse sentire dei desideri mai provati: di lavorare, di funzionare… DI ESSERCI.

Foresta di Campigna - gennaio 2008
E la cosa bella e’ che, assieme al corpo, anche la mente sembra rinascere. Inizio a rivedere le cose che mi circondano. Le foto mi vengono bene con piu’ facilita’. La montagna, la natura, non sono piu’ solo degli elementi da parametrizzare e sui quali lavorare con dei software per la simulazione di impatto ambientale. Ritornano ad essere qualcosa nel quale immergersi e lasciarsi trasportare, senza necessariamente pensare ai dettagli.

Foresta di Campigna - gennaio 2008
La settima dopo, torniamo e facciamo sci di fondo: sono decisamente scarso, ma, incredibilmente, non me la cavo poi cosi’ male, e riesco ad andare meglio di mia moglie, che invece e’ sempre stata la sportiva del gruppo, lei che giocava a basket e ora a calcetto. Mi dico che forse il mio fisico e’ piu’ adatto del suo ad uno sport come il fondo: in fondo sono 1 metro e 80 e ho le leve lunghe, e poi, dai, avro’ poi un po’ piu’ di forza di lei….
Mi sorprendo a divertirmi mentre faccio sport, e, incredibilmente, i giorni successivi, anche se i muscoli fanno male, non penso che vorrei semplicemente starmene seduto. Penso invece che vorrei farlo ancora.
Ma la neve si scioglie….. e come si fa?
Febbraio 2008. Mia moglie, la solita pignola, mi avverte che la mia vecchia bicicletta da citta’ Vicini rosso bordo’, arrugginita e scalcagnata, e che non uso da anni, anche perche’ la sella e’ bloccata in una posizione innaturale che mi costringe a pedalare quasi accovacciato (!) ha una ruota a terra.
Ah, dico io.
La cosa non mi turba gran che. Tanto la bici non la uso mai, neanche per andare in studio che e’ qui a 500 m. Prendo sempre l’auto… (… a dirlo ora, che vergogna… ma e’ cosi’).
Mia moglie prende l’iniziativa, e porta la bici da meccanico per cambiare la camera d’aria.
Ritornando, mi dice: sai? Il meccanico delle biciclette mi ha proposto una permuta… Se gli dai indietro la tua vecchia bici, con 70 euro ti comperi una bici nuova, con le marce….. Wow. La cosa non mi entusiasma per niente. Pero’, dai, facciamo contenta la moglie. Andiamo a vedere: del resto, la vecchia bici e’ da ritirare.
Arrivo dal meccanico poco convinto, e comincio a guardare le nuove biciclette che ha nel piazzalino davanti al negozio. In effetti non sono male. Prima di tutto, la sella SI REGOLA! E posso pedalare senza essere seduto per terra. Il meccanico mi invita a provare la bici. Si tratta di una city bike piuttosto economica, con cambio rotante al manubrio, di quelli di nuovo tipo (ora so che si chiama Revoshift, ma allora questo era arabo per me).
Faccio un breve percorso attorno al negozio.
E improvvisamente, mi si apre un mondo. Andare in bici non e’ quella esperienza arrancante, faticosa, per nulla interessante ma direi quasi penosa, che ho sperimentato in questi ultimi anni con la mia vecchia Vicini! Si puo’ andare piu’ forte, la pedalata puo’ essere piu’ rotonda. La catena puo’ scorrere fluidamente. Cambiando rapporto, posso persino accelerare sui piccoli dossi della strada principale che attraversa il quartiere, che e’ poi la via Emilia, anche se qui si chiama Corso Europa. Anche se la bici è economica, non c’è paragone con la mia vecchia bicicletta da città.
Improvvisamente, mi son reso conto che da quando ho acquistato la mia vecchia bici, circa 20 anni fa, sono cambiate tante cose anche a livello tecnico. La bicicletta puo’ anche essere BELLA esteticamente. E poi ce ne sono di tanti tipi: city bike, mountain bike, ibride… con il manubrio dritto, con quello piegato….. Quale scegliere?

Improvvisamente, mi accorgo che tutto questo mondo mi interessa. E anche tanto.
Del resto, con il mio babbo, quante volte ho guardato le corse in bici? Il ciclismo e’ forse l’unico sport che mi e’ sempre piaciuto guardare in TV. E lo era anche per il babbo.
E il babbo, e’ un anno che non c’e’ piu’, e mi manca.
<1> Continua